Oltre non si torna indietro


Avete mai sentito questa frase da vostra madre, da un professore o dal capo? “Adesso basta! Hai raggiunto il limite!”. Oppure sei tu, che saresti pronto a urlarla in faccia a qualcuno, ne avresti proprio voglia, senti già il pizzicore alla gola e le guance rosse per la collera.

Se digito il vocabolo “Limite” su Google, il primo significato che mi rimanda è riferito alla matematica e io, che sono matematicamente incolta, capisco solo che ha a che fare con la descrizione di un comportamento di qualcosa rispetto a qualcos’altro. Insomma, mi fa riflettere sul fatto che il limite è qualcosa che vive in funzione di qualcos’altro.

Beh, giusto, perché il limite, nella vita fuori dai numeri, mi indica proprio questo: una riga netta da superare o no e con delle conseguenze.

“Adesso basta! Hai raggiunto il limite!”
Quando arriviamo a sentirci dire o a voler dire questa frase significa che la goccia ha fatto traboccare il vaso.
A me questa cosa dà sempre molto da pensare, perché i segnali che ci portano a raggiungere il limite ci sono sempre, li archiviamo uno dietro l’altro nel nostro cervello, li impiliamo negli armadi, spesso nascondendoli dietro a soffici maglioni di lana.


Capita sovente che non facciamo niente, mentre si percorrono i passi verso i limiti. Li guardiamo e ci auguriamo che la situazione si risolva da sola, che tutto si sistemi o ancora meglio che qualcuno intervenga al posto nostro salvandoci da un limite superato e che ha portato a conseguenze più o meno devastanti.

Talvolta cerchiamo giustificazioni, perché così è molto più comodo. È la verità e la scrivo perché ho bisogno di sentirmela dire. Perché ho un fottuto bisogno di avere un alter ego che dica: “Silvia, sveglia basta! Quella persona ha raggiunto il limite con te, con quella situazione, con le circostanze!”

Fuori dal cerchio.


E allora i limiti vanno superati per le cose belle, quelle in cui impari di più, offri il meglio di te, ma il limite della libertà personale, della comunicazione e del rispetto reciproco funziona solo se rispecchia i valori universali di convivenza tra gli umani.
Nessuno deve superare il limite con te.

Se vedi che stai arrivando a questo, se stai archiviando episodi nel cervello e impilando negli armadi passi verso i limiti, allora è tempo di agire. Prima del patatrac. Non devi essere per forza solo. Non è facile ma ci sono persone che lo fanno di mestiere, di aiutare, consigliare e proteggere. Non è facile ma non possiamo arrenderci a chi supera i confini, fisici e non, a chi oltrepassa il limite e scalfisce i valori universali.


Occhio pure a te. Ti è mai capitato di oltrepassare il limite?


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