A volte si fa CLIC.
No, non quello del tasto sullo smartphone, non sto parlando neanche del mouse e neppure dello scatto della penna.
Sto parlando di QUEL CLIC. Quello che ti rende improvvisamente lucida.
Il CLIC sembra arrivare come un fulmine a ciel sereno, ma – senza scavare nella psicologia – sappiamo tutti che è frutto di passaggi, avvenimenti, emozioni, intrecci e varie ed eventuali che si sono sommati e poi… CLIC.
Può essere legato ai nostri obiettivi: cavolo, io non voglio più fare questo lavoro, studiare in questa università, limitarmi a questo, sfiancarmi per quest’altro. CLIC: Vedo quello che voglio, lo capisco, mi butto, cambio.
Può essere legato alla nostra sfera famigliare: non voglio più stare con lui/lei, oppure… Lo amo tantissimo! Ma com’è che non me n’ero accorta se non fino a due secondi fa? (Un po’ come nei film che lo sanno tutti, tranne il protagonista). CLIC: So quello che voglio, mi muovo, agisco.

E poi c’è QUEL CLIC. Legato a un cambiamento personale, nostro, profondo.
CLIC, ho bisogno di ascoltarmi di più, amarmi di più, di esserci per me.
CLIC, voglio circondarmi di persone con cui sto bene.
CLIC, devo mangiare meglio, curare il mio corpo, proteggerlo.
CLIC, CLIC, CLIC.
Sono tutti CLIC epocali, che ti rendono lucida.
Ti mettono in movimento: le idee oppure le gambe stesse.
Ti fanno fare una cosa, una cosa che magari all’inizio è un sassolino ma poi, come quella famosa immagine del lancio di un sasso in un lago, poi si trasforma in cerchi concentrici che si allargano e allargano fino a diventare un nuovo tutto, una nuova prospettiva.
Nella mia vita, di CLIC epocali, ne ho fatto almeno uno. Un giorno, forse, ti racconterò la valanga che c’è stata, prima di arrivare a quel CLIC che mi ha cambiata profondamente, ma ora ti basti sapere che quel CLIC mi ha insegnato ad ascoltare, guardare e osservare. A prendermi le pause, ad ambire a piccoli attimi di felicità, costanti, ravvicinati, fatti di quotidianità mista a ad attacchi di follia. Mi ha insegnato a stare con gli altri.
CLIC.
In questo periodo mi sembra di essere in progress per un altro CLIC. Lo sento, me lo sento pizzicare nel corpo. Lo sento nascondersi nei pensieri ma senza che si mostri apertamente, mi solletica e mi stuzzica. Un clic di cose belle e ambiziose, professionale, di motivazione, di ricerca di gratificazione, di condivisione.
Chissà. Se sarà CLIC, cliccherà.






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