Corso di comunicazione finalizzata alla vendita. In aula più di una ventina di persone.
Come sempre faccio la domanda: “Bene, ora prendiamo carta e penna e scriviamo quali sono le abilità comunicative che vorreste migliorare tra quelle di cui abbiamo parlato finora!”
Ascoltare, porre le domande, presentare, gestire le obiezione, educazione ed empatia: sono tanti i temi portati alla luce oggi e ognuno di noi ha un punto debole o almeno un margine di miglioramento in qualcuno di questi.
Un ragazzo mi dice: “Niente! Sono a posto così! Sono già bravissimo!”
All’inizio la prendo come una provocazione. Ci sta! Fa parte del gioco di ruolo e sorrido complice.
Ma poi capisco che no, lui è proprio convinto.
Provo quindi a porgli la questione in maniera differente, più matematica. “Che voto ti daresti per ognuna di queste abilità da 1 a 10?”
“Dieci!” risponde, sicuro di sé stesso.
Ci resto male.
Sai perché ci resto male? Non tanto per la sua spavalderia e per l’arte di “non-sapere-che-non-sa” ma per il fatto di sentirsi già arrivato in una tematica che ancora sconvolge gli equilibri tra le persone delle più alte cariche a livello mondiale!
Soprattutto mi demoralizza l’idea di pensare che quando sei arrivato, non c’è più nulla da fare, nulla da studiare, nulla da migliorare, nulla da guardare con occhi curiosi. E’ la fine!

Mi ricompongo e penso semplicemente che sia la giovane età. Che poi tutti prendiamo le nostre belle batoste e scopriamo che no, non sappiamo tutto. Sbagliamo, comunichiamo male, interpretiamo quando non dovremmo, ci dimentichiamo di ascoltare, vorremmo avere sempre ragione. Dai, lo facciamo tutti.
“Mi chiamo Silvia, ho 40 anni e da 45 minuti cerco di praticare l’ascolto attivo e non far prevalere la mia ragione su quella dell’altro!”. Ci vorrebbe un bel gruppo di auto-sostegno, nevvero?
Non siamo mai arrivati, in nessun campo, in nessun campo davvero, tantomeno quello della relazione con l’altro. E trovo che sia bellissimo e importante continuare ad osservare e confrontarci per scoprire nuove modalità di comunicazione e legami.
Guardate le stelle e non i vostri piedi. Provate a dare un senso a ciò che vedete, e chiedervi perché l’universo esiste. Siate curiosi.
Anche quando parlate 😉 (Cit. Silvia!)
(Stephen Hawking)






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