Quando ti approcci al mondo della formazione, un aspetto di significativa importanza lo riveste la comunicazione e la capacità di dare feedback.

E no, dare feedback non significa complimentarsi e dire solo le cose belle, che funzionano. Quello è il rinforzo positivo, che ha il suo lato buono ma non basta. Perché se le cose non funzionano, va detto anche quello.
Dare feedback significa vuol dire “esprimere una critica costruttiva”? Naaaa. Quello suona già come una correzione, un giudizio travestito da ti-voglio-bene-per-questo-te-lo-dico, un consiglio paternalistico non richiesto.
Un feedback deve essere l’opportunità di guardarsi con occhi differenti. Come quando vedi un film, hai presente? E il protagonista sta facendo una cavolata, oppure ha risposto male, o non ha studiato abbastanza per l’esame. Dai, è lì sotto gli occhi di tutti, com’è possibile che lui non se ne renda conto?
Il feedback dovrebbe essere questo: qualcuno che ti dice cosa ha visto, cercando di tralasciare l’interpretazione o il sentimento ma restituendoti una visione di te che ti permetta di ragionare da solo, trovare soluzioni, fare ammenda se necessario oppure semplicemente ignorare tutto e proseguire per la tua strada con buona pace di assumertene la responsabilità.






Lascia un commento