E’ diventata popolare sui social l’abitudine di condividere, all’inizio del nuovo anno, una parola che sia di orientamento, speranza, guida, ambizione o semplicemente di buon auspicio.
Potrebbe apparire un esercizio banale, da fare tanto per riempire un nuovo post o dire qualcosa di noi a chi ci legge o ascolta .
In realtà lo trovo un esercizio profondo, di riflessione, di analisi del proprio tempo presente.
E mentre ragionavo proprio su questo, sul fatto che l’esercizio analizza il chi siamo oggi, il come ci sentiamo, come siamo arrivati fin qui e dove vogliamo andare, mi sono soffermata sulla parola che ho menzionato poco fa: “Presente“.
Ecco quindi che ho trovato così la mia parola per il 2025: P R E S E N T E !
Ogni giorno siamo diversi, la parola che scelgo oggi, diciamocela tutta, è influenzata da innumerevoli fattori che hanno a che fare con l’oggi, con il qui e ora. Già fra un mese o forse solo fra una settimana, probabilmente, mi verrà in mente una parola diversa, più appropriata al tempo che vivo.
Ma è proprio per questo che allora scelgo una parola che ci sta bene sempre con l’oggi. Presente. Io sono oggi, oggi io sono.
Siamo in costante evoluzione e per chi appare sui social questa evoluzione è più visibile all’occhio: cambiamo i colori della nostra palette, cercando quelli che ci rispecchiano, seguiamo la moda, anche senza saperlo, proprio come il ceruleo di Andrea nel Diavolo veste Prada e scegliamo la nostra modalità di esporci in base al momento che stiamo vivendo.

Presente: conta chi sono oggi.
Il presente è ciò che traccia la strada per il futuro, ma senza guardarlo in faccia.
Il presente è l’azione che compio in base ai valori che perseguo.
Il presente è una possibilità, anzi un’opportunità.
Senza Presente non esistiamo, non respiriamo, non abbiamo alternative perché non abbiamo il qui e ora.
Mi piace che la parola Presente si possa declinare in più significati. Lo trovo in linea esattamente con tutte le possibilità che offre la parola stessa.
Presente: come il tempo
Presente: come la conferma dell’esserci
Presente: come un dono
Del tempo presente mi affascina il pensiero non sia facilmente manipolabile. Se parliamo del passato, i ricordi sbiadiscono, le parole possono essere reinterpretate, il passato può essere manipolato, cambiato, rivisitato, per quanto giusto o sbagliato questo sia. Se ci orientiamo al futuro, non abbiamo certezze. Possiamo fare previsioni, azzardare, sperare. Ma il futuro è solo futuro. Il presente è il tempo dove tutto accade e dove accade anche il confronto, la discussione ha luogo, l’azione si concretizza.
Del Presente come “conferma di esserci”, trovo bellissimo il fatto che oggi, io voglio esserci. Non è sempre così. Non sempre desideriamo esserci, né sempre siamo in grado di esserci, tanto per gli altri quanto per noi stessi. Premetto che se non ci siamo per noi stessi, anche se ci siamo per gli altri, lo faremo in modo errato, anche se a volte non sembrerà. Pensa, ad esempio, a un figlio che si prende cura del genitore. Certo, c’è per lui, ma se non è presente anche per sé stesso, per il proprio tempo, per la propria vita, quel figlio sarà pervaso da rabbia, rancore e tristezza, nonostante il suo impegno. Oggi, io ho la consapevolezza, la volontà e la capacità di esserci per me prima di tutto, con il desiderio di esserci anche per gli altri. Non credo che possiamo esserci sempre, ma essere in grado di essere presente oggi, per quanto sia un’impresa difficile, lo trovo un obiettivo raggiunto ma che, appunto, può svanire. Mi auguro che questa consapevolezza possa perdurare il più a lungo possibile.
Presente significa anche dono. E, a parte il fatto che adoro i doni in sé, proprio per la loro natura di essere offerti e condivisi, trovo che concludere con questo concetto di Presente come dono, sia una riflessione piena di valore. Perché il presente è già un dono di per sé. Amo questo gioco di parole.
Ti auguro il Presente: è il miglior augurio che io oggi possa farti.
S.






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