Se non ce la fai più, riparti dalle cose facili.
Una volta ero bravina a fare i workout di aerobica, step e similari. Quando avevo dai 20 ai 25 anni ero al massimo della mia forma fisica (aldilà della forma del corpo, intendo proprio il fiato, la resistenza, la costanza). Facevo dei meravigliosi allenamenti di fit-box in cui saltavo, sfogavo rabbia e brutture e il corpo si alleggeriva di cattiveria e negatività. Ballavo zumba, ondeggiando fianchi e capelli, liberando la parte selvaggia e sensuale di me.
Poi, la vita, il lavoro, la famiglia. Ho iniziato a rallentare, a perdere colpi, a dire che a fare un po’ di movimento ci avrei pensato domani e in fondo basta una camminata.

La costanza è abitudine. L’abitudine si allena. La costanza si allena.
Per un po’ il mio fisico ha vissuto di rendita. Fisicamente tutto sommato non mi sono mai lamentata e quindi fermarmi non era un dramma, non fare più sport non era grave.
Però si sa, non si vive di rendita per sempre. Il corpo cambia, evolve, se non lo si plasma, si adatta a nuove abitudini.
Non è una questione di come sei, di come ti vedi esteticamente ma come stai nel tuo corpo. La capisci, vero, la differenza? E io un giorno in quel corpo mi sono resa conto che iniziavo a starci un po’ a disagio.
Ho pensato quindi che era ora di tornare a fare qualcosa per me. Allenarmi con quei bei workout di fit-box o zumba. Mi sono iscritta più volte negli ultimi due o tre anni. Ho resistito un mese per poi rinunciare.
Perché? Mi sono chiesta. Perché non sono più in grado di fare allenamento con costanza? Chiedersi “perché” non si riesce a fare qualcosa è sempre molto potente. Le risposte sono sempre delle epifanie.
Ci ho impiegato tanto a darmi una risposta e poi l’ho capito (alleluja!!!). Chiedevo a me stessa di allenarmi come facevo quasi 20 anni fa. Mi sono iscritta a corsi che facevo 20 anni fa. Ma io non sono la stessa, io ho perso quell’abitudine!
Così, dopo essermi anche fatta un bel piantino, ho capito che dovevo ripartire dai basics. Sì, insomma la ginnastica dolce, pilates base, ritrovare i miei muscoli e riconoscerli, ma soprattutto volergli bene e dargli il tempo.
Con questo nuovo mindset, oggi riesco a fare un po’ di più per il mio corpo. E mi sono anche accorta che non ho bisogno di sfogare tutta quella rabbia e forza che avevo a 20 anni. Basta meno per stare meglio. Basta quello che mi serve, non il massimo.
Io ci vedo una moltitudine di analogie anche con altre cose della vita, in questi pensieri che ho scritto. Per questo ho scritto questo post. Perché magari serve anche a te, per qualche altro aspetto della tua vita con cui stai facendo i conti e non trovi la quadra.
Il corpo cambia, evolve, se non lo si plasma, esso si adatta a nuove abitudini. Questo vale anche per la mente.
Forse devi rallentare o proprio ripartire dalla base per riappropriarti di una nuova abitudine.
Un abbraccio,
Silvia






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