La metafora dello specchietto


Vita vera, come sempre la mia.


Ieri mi è successa una cosa che ho subito pensato fosse una metafora di vita. Sarà che io vedo metafore ovunque, quindi non c’è da stupirsi che quando ho sentito il gran fragore di vetro schiantarsi a terra, nella mia testa si è subito palesato il pensiero: “Qui c’è aria di una storia!”


E’ andata così, ora ti racconto. Partiamo dal principio!

Al mattino sono uscita per portare mia figlia a scuola e mentre guidavo e ancora stropicciavo gli occhi dal sonno, ho notato che lo specchietto sinistro, cioè dalla mia parte, quella del guidatore, traballava. L’ho guardato e ho pensato che fosse strano e che quando mi sarei fermata avrei dato un’occhiata. Mia figlia è scesa poi dalla macchina e io sono tornata a casa, ho messo la macchina in garage e dello specchietto, sebbene in tutto saranno passati dieci minuti, me n’ero già dimenticata.

Sono salita in casa, mi sono messa al pc e ciao ciao pensieri sulla macchina. Nel primo pomeriggio sono tornata giù in box per uscire, sono salita in macchina, un po’ al buio perché già indossavo gli occhiali da sole e insomma non ci vedevo un granché, chiudo la portiera e CRASH. Sento proprio un gran fragore di vetro che va in frantumi.

Sul subito ho pensato che fosse caduto qualche vasetto o si fosse schiantata una bottiglia di vetro cadendo dalle mensole del box, ma poi, tolti gli occhiali e aperto la portiera ho realizzato: era lo specchietto dell’auto!


E lì la mia testa ha iniziato ad arrovellarsi. C’era qualcosa di metaforico e se vuoi persino poetico, in quel frantumarsi in decine di pezzi. All’inizio non l’ho capito subito, quello che stava prendendo forma nella mia testa, ma poi ad un certo punto si è palesato.

Ora ti spiego.

Lo specchietto si rompe ma io dovevo comunque uscire. No way. Dovevo percorrere giusto un paio di chilometri, ma dovevo andare e anche velocemente. Così decido di fare la retro ed uscire ugualmente dal box utilizzando lo specchietto frontale e quello di destra. Ed ecco cosa accade: mi rendo conto che non sono capace ad uscire senza guardare lì, in quel punto lì.

Quello specchietto, così banale, così scontato, così presente, è sempre stato lì e non mi sono mai accorta di quanto fosse fondamentale per la mia sicurezza. Senza quello specchietto io non sapevo o, più precisamente, non volevo guidare perché… non ero in grado!

Ed ecco che sono arrivate le metafore di vita. Non una metafora, ma più di una e qui te ne racconto solo tre perché altrimenti faccio la figura della pazza totale! 🙂

L’assenza: ti accorgi di qualcosa (o qualcuno!) che è importante nella tua vita, solo quando improvvisamente manca.

L’incuria: te n’eri già accorto al mattino, che qualcosa non andava, eppure non ci hai dato peso. Hai spostato lo sguardo altrove e sei andata avanti per la tua strada, finché non è successo un patatrac.

L’abitudine: sei talmente abituato a fare sempre le cose alla stessa maniera, che la prima volta che si rende necessario farle in maniera differente, ti trovi in grandissima difficoltà.

Ti lascio con questi pensieri e l’augurio di non dare mai per scontato uno specchietto. Spesso c’è molto di più.

Un abbraccio,

Silvia


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