Sottotitolo: parliamo di shopping e mettiamoci nei panni di chi vende.
Qualche giorno fa sono andata a fare shopping con un’amica: una cosa che ormai capita di rado e forse anche per questo non sono più abituata a chiedere consigli o confrontarmi nei camerini, tra un cambio d’abito e l’altro. Mentre indossavo una camicetta dall’aria costosa e poco funzionale, chiedo alla mia pazientissima amica: “Cosa ne pensi? La prendo o non la prendo? Perché è bella, però mi sa che non la userò tanto, dài, quando la metto poi?”
Lei, comprensiva e affabile, mi risponde: “Eh, hai ragione!” – Io la guardo seria e ribatto: “No, scusa, ma tu da che parte stai? Dovresti dirmi che ovviamente ne va la pena!” Scoppiamo a ridere di gusto, mi sfilo la maglia e ci dirigiamo verso la cassa per pagare.

Spesso abbiamo già le idee chiare. Ma cerchiamo comunque conferme.
Questo episodio ci dimostra come fare il venditore/venditrice (in qualsiasi campo!) sia un compito di osservazione, ascolto e domande. Vendere significa non solo capire il bisogno di chi abbiamo di fronte, il bisogno “pratico”, ma anche muovere leve più o meno visibili per orientare la persona nelle sue scelte e orientarci nei suoi pensieri. In alcuni casi può significare suggerire proposte, soluzioni e idee, in altri vendere significa anche solo “esserci”, per confermare, motivare, incoraggiare.
Tutto questo per dire che “saper vendere” significa “saper comunicare” e “saper comunicare” significa “saper ascoltare, osservare, domandare”. Dico poco, vero?! 😉
Gira e rigira, in ogni ambito la buona comunicazione vince su tutto!
E comunque la camicetta mi sta d’incanto!
Buona domenica a tutti!
Silvia






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