Dài, il titolo è un bellissimo gioco di parole, concedetemelo! 🙂
I bias sono una tematica che trovo sfidante: la teoria è piuttosto semplice da capire, l’identificazione in pratica però è tutta un’altra faccenda.
Ma facciamo un passo indietro e allineiamoci: i bias cognitivi sono [e qui cito Wikipedia per farla facile] “…deviazioni dalla norma o dalla razionalità nei processi mentali di giudizio“. Fa impressione, vero?! Già, perché significa, in parole povere, che quello a cui crediamo lo crediamo per varie ed eventuali. Per irrazionalità.

Capisci che è un problema? Facciamo qualche esempio.
Nella quotidianità ci troviamo ad affrontare molte sfide, ma se cadi nella trappola del bias della negatività, le cose si possono mettere male. E’ il caso di quando si dà troppo peso agli errori, si sottovalutano le proprie capacità e competenze, insomma si vede tutto nero. Hai voglia a essere un portatore sano di bias dell’ottimismo, sarà dura convincerti a guardare il bicchiere mezzo pieno.
Oppure pensiamo al bias illusione di trasparenza che ci fa credere che tutte le nostre emozioni siano visibili. E ci aspettiamo ad esempio che tutti ci consolino se stiamo soffrendo, ma in realtà le nostre emozioni non sono così evidenti. Ma noi siamo lì e stiamo male al quadrato perché gli altri ci dovrebbero anche consolare, perché dai lo vedi che sto soffrendo. O ancora più frequente: parli in pubblico e sei convinto che tutti percepiscano che sei agitato. Sì, può essere che lo sei, ma mica si vede, datti una calmata!
Oppure ancora: pensa di essere vittima del bias dell’ancoraggio mentre stai prendendo decisioni importanti. Usi solo pochi elementi che conosci per fare scelte ed eviti di approfondire, studiare, guardare le cose da un’altra prospettiva. Insomma resti ancorato alla prima cosa che il cervello ti mette su un piatto d’argento.
Esatto: il gioco del cervello è questo. Farti prendere scorciatoie, a volte però si tratta di vicoli ciechi. Pensa che di bias ne hanno identificati più di 150!
I bias, a livello macro, possono essere incasellati in queste macro-aree:
Informazione | Come organizziamo info e idee in base a ciò che sappiamo, cosa ricordiamo maggiormente, le nostre credenze…
Significato | Quello che capiamo, interpretiamo, immaginiamo sempre in base a ciò che sappiamo, cosa ricordiamo maggiormente, le nostre credenze…
Azione | Come agiamo in base a… vedi sopra
Memoria | Come ricordiamo, amplifichiamo o modifichiamo info e fatti sempre in base a… vedi sopra
Bene, a questo punto spero di averti stuzzicato e dato uno spunto per pensare a qualcosa da un punto di vista differente!
Il mio consiglio per approfondire il tema è leggere un libro di carattere generale sui bias, preferibilmente discorsivo se non vuoi incartarti in processi del cervello che magari sono tosti da digerire. Poi puoi fare una ricerca per il tuo ambito: sul marketing ovviamente ce ne sono tanti (comprare è un atteggiamento impulsivo o filtrato da bias? Indovina!), ma anche sull’immagine, applicati alla leadership e all’ambiente di lavoro, alla comunicazione o al mondo delle risorse umane.
Se digitate questo (sotto evidenziato in rosa) su internet, troverete una meravigliosa mappa dei bias con la loro descrizione. Illuminante!
Cognitive Bias Codex With Definitions, an Extension of the work of John Manoogian by Brian Morrissette (pubblicazione di Wikipedia in lingua inglese)
Esistono anche versioni in italiano, più o meno ufficiali ma sicuramente molto utili per districarsi in questo ampissimo e incasinato mondo di distorsioni cognitive.
A questo punto non mi rimane che augurare… Buon bias a tutti! 🙂
Un abbraccio, S.
(Il mio studio dei bias è da auto-didatta grazie a libri, internet e un pizzico di curiosità pertanto questo articolo va considerato come amatoriale e forse anche questa spiegazione non richiesta è dovuta ai miei bias. Grazie per l’attenzione!)






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