Mia figlia mi vede aprire il pc e mi chiede: “Cosa fai?” – “Scrivo un post per il blog”, rispondo io. – “Su cosa?” chiede lei. “Sul fatto che a volte non è il momento giusto”.
Qualche settimana fa ho letto la recensione di un libro di un’autrice di cui non avevo ancora letto nulla. La recensione raccontava di quanto quel libro, e in generale questa scrittrice nei suoi romanzi, raccontasse profondità e tragicità della vita.
Ovviamente volevo leggere qualcosa di suo, subito, con urgenza. Sono andata in biblioteca e ho preso un suo romanzo lasciandomi ispirare dal titolo e l’ho messo sul comodino. Ma quel libro, sul comodino, l’ho aperto giorno dopo giorno con fatica… Una pagina, cose che si smuovevano, ferite del mondo umano che si aprivano, sentivo il dolore e l’apatia e la stanchezza e l’indolenza e l’ingiustizia riga dopo riga… Leggevo a fatica, senza quell’entusiasmo che mi prende quando inizio un libro: quello di lasciarmi travolgere e avvolgere. Lì mi veniva solo voglia di raggomitolarmi nella sofferenza. Poi ho avuto il coraggio di dire che forse non era il suo momento, non era l’occasione di quel libro, di quelle parole in questo periodo della mia vita. Non ero pronta, o forse, semplicemente, in queste settimane, mesi, anno, ho bisogno di altro. L’ho restituito in biblioteca a malincuore, con un po’ di incertezza, ma appuntandomi il titolo e promettendo a me stessa che ci avrei riprovato più avanti.

Non sempre è il momento giusto.
Questo episodio banale, come un libro sbagliato nel momento sbagliato, ci fa luce su una grande verità, diversa dalla versione che invece siamo più abituati a sentire che suona di solito così: “Non esiste il momento perfetto: quindi vai, spacca, prova, non mollare, continua!”
E ciaone. Posso dirlo?
Ma sì che si può mollare ogni tanto qualcosa.
Ma sì che si può procrastinare.
Ma sì che si può decidere che qualcosa che ci attirava in realtà non fa per noi. Forse non va bene oggi e forse non andrà bene neanche domani.
Ma sì che si può dire: “Cavolo, ho sbagliato! Mi sono lasciata convincere e invece è no!”
Ma sì che si può essere diversi, avere gusti diversi, interessi diversi, fare scelte diverse.
Sì. Si può mollare il colpo con qualcuno o qualcosa e decidere di riprovarci magari più avanti o mai più. Con un libro o con le situazioni della vita.
La scelta di libri è vastissima, le scelte che possiamo fare nella vita sono vastissime! Non è meraviglioso ricordarci che possiamo provare più cose e cambiare strada, percorso, idea? E soprattutto non è rincuorante ricordarci che esistono anche le seconde, terze e quarte occasioni, se qualcosa non funziona oggi?
Un grande abbraccio, S.






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