
Qualche giorno fa raccontavo ad una mia amica, davanti a uno spritz, di una ragazza che ha scelto di fare con me il percorso Preparati a Parlare. All’inizio si era rivolta a me perché doveva impostare e provare un discorso per un’occasione specifica e, pertanto, avevamo lavorato sulla struttura della sua presentazione, la scelta delle parole e la sua presenza fisica/scenica in qualità di relatrice.
Dopo i primi incontri ha deciso di continuare perché ha scoperto quanto la consapevolezza del proprio stile di comunicazione e di quello degli altri poteva aiutarla a gestire al meglio le sue consulenze beauty con le clienti, sia dal punto di vista di ascolto e raccolta delle esigenze, con la conseguenza di offrire una proposta più mirata e ben argomentata, sia perché le persone che incontrava, a volte, con il loro carattere, la mettevano un po’ in difficoltà.
La “comunicazione” non è solo conoscere e migliorare come noi parliamo e ci relazioniamo con gli altri, ma anche identificare e riconoscere l’attitudine del nostro interlocutore per poterlo guidare nella conversazione, convincere, confortare, far esaltare, commuovere… e via discorrendo. L’obiettivo non deve essere manipolatorio, ma funzionale per il momento che si sta gestendo.
In particolare questa donna si è resa conto che, durante le sue consulenze personalizzate, aveva a che fare con tutta una serie di personalità che avevamo ipotizzato nel corso di Public Speaking: il logorroico, il negativo, il silenzioso, l’esuberante… Sebbene la relazione fosse a tu-per-tu, poteva applicare benissimo le tecniche di presentazione che stava scoprendo con me!
Ad esempio, le era capitato di non saper gestire una cliente che si era approfittata del suo tempo, non riuscendo a contenere la sua forte curiosità e di conseguenza la consulenza era durata ben oltre il limite di tempo previsto, sforando di quasi un’ora!
Donare tempo extra per una consulenza può essere una scelta, se fatto, appunto, per scelta.
Se questa non è la scelta, bensì una situazione in cui ci si ritrova perché non si è saputo gestirla, allora le cose cambiano, scatta la frustrazione e la rabbia verso se stessi per essersi lasciati sopraffare.
Bisogna permettersi di scegliere il più possibile e non fare le cose “perché devono essere fatte o perché mi ci sono ritrovato”.
Mentre eravamo quasi alla fine del nostro aperitivo, la mia amica ed io abbiamo sottolineato a noi stesse ancora una volta quanto sia importante conoscersi e quanto valga il rispetto di se stessi e degli altri.
E di quanto una buona conoscenza della comunicazione possa aiutarci a non lasciarci sopraffare dagli eventi, lasciandoli guidare dagli altri, ma invece ci permetta di prendere in mano le redini della nostra vita.






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